Bernardo di Chiaravalle
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Bernardo di Chiaravalle, in Heliopolis Culture Civiltà Politica, XVIII, 1 (2020), pp. 131-151
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Bernardo di Chiaravalle, in Heliopolis Culture Civiltà Politica, XVIII, 1 (2020), pp. 131-151
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L’organo della Cattedrale di Lucera. Epistolario d’archivio, in Lucera 2017. Cattedrale di Santa Maria Assunta. Lavori di restauro dell’Organo Vegezzi Bossi del 1899, Lucera 2017, pp. 7-9.
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Francesco Verde, un uomo di fede e un intellettuale nella società meridionale del secolo XVII in Studi Storici e Religiosi, n.s., VIII n 3, Settembre-Dicembre 2016, pp. 79-98.
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Fra Ignazio Maria Fiume, Vescovo di Polignano. Appunti per una biografia in Studi Storici e Religiosi, n.s., VI n 1, Gennaio – Aprile 2014, pp.81-90.
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Lo schema iconografico dell’incoronazione della Vergine inizia a diffondersi in Europa
nel XII secolo e uno dei primi esempi è un dipinto di scuola catalana su legno
conservato a Vic in Catalogna. L’esempio più classico è, però, un bassorilievo, databile
al 1220, inserito nel timpano destro della facciata sud del Duomo di Strasburgo.
Nella Sacra Scrittura e nella Tradizione cristiana molte espressioni utilizzate dalla
liturgia per Maria, come ad esempio “gratia plena”, richiamano l’ambito sponsale. Nel
linguaggio giudaico trovare grazia agli occhi di qualcuno significa essere scelta come
sposa, e in particolare, come moglie del re; nell’Antico Testamento, infatti, lo sposo
adorna Israele con una splendida corona sul capo1
. La corona nella tradizione liturgica
ebraico-cristiano è un pregnante simbolo matrimoniale. Ancora oggi, nell’Oriente
cristiano, e da pochi anni anche nel cristianesimo latino, la corona è utilizzata nel rito
del matrimonio
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Le emanazioni dottrinarie e liturgiche del Concilio di Trento diedero un grande impulso
al culto eucaristico extra missam1
. Una forma particolare di contemplazione e di
adorazione eucaristica furono le Quarantore2
, che determinarono in campo liturgico e
artistico la creazione e produzione di nuove suppellettili sacre.
La suppellettile sacra che trovò maggiore diffusione fu l’ostensorio, il quale, peraltro,
era già presente nei riti liturgici cristiani fin dal XIV secolo dopo le precisazioni
dottrinarie riguardanti il sacramento dell’Eucaristia dei secoli precedenti3
.
Il termine ostensorio, che indica il vaso sacro utilizzato per l’ostensione dell’Eucaristia,
lo ritroviamo solo a partire dal XVI secolo, quando si precisò il suo uso e si determinò la
sua tipologia. Esso derivò la sua forma dal reliquiario, mentre inizialmente per
l’ostensione eucaristica era utilizzata anche la pisside
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La Chiesa dello Spirito Santo, situata al centro di Sant’Antimo (NA), fu fondata il 7
aprile 15151
. Il 1 ottobre 1578 fu costituita in essa una Congregazione con Breve
Apostolico di papa Gregorio XIII2 e la chiesa fu amministrata da allora da cinque
Governatori (tre sacerdoti e due laici)3
.
Negli anni, grazie ai Governatori che la amministravano, ma anche con il contributo di
mecenati locali, tra i quali Giovanni Vincenzo Revertera4 e suo figlio Francesco5
, duchi
della Salandra e feudatari di Sant’Antimo, la Chiesa dello Spirito Santo divenne una
vera e propria galleria d’arte. Vi erano custoditi, infatti, ben 14 dipinti6
, varie sculture
lignee, e molti oggetti d’argento, opera di famosi artisti.