L’amore e la passione per la lingua di Roma mi hanno portato, fin da quando sono entrato di ruolo nella scuola, a cercare di trasmettere questi stessi sentimenti nei miei giovani alunni. Credo di esserci riuscito abbastanza bene. Fin da subito, dal 2006, cominciai a creare, per la fine dell’anno scolastico, delle piccole gare di traduzione che chiamai semplicemente Certamen Linguae Latinae, a cui gli student risposero molto bene.
Nel 2014 ci fu la svolta. Cominciai a pensare più in grande. I certamina organizzati fino a quell momento erano stati riservati soltanto agli alunni della mia scuola, quindi cercai il modo di istituire un evento annual cui avrebbero potuto partecipare anche alunni di altre scuole.

Nacque così il Certamen Latinum Sanctanthimense, che subito riscosse un grande interesse presso docenti di altre scuole che subito chiesero di partecipare iscrivendo i propri alunni.
Il Certamen Latinum Sanctanthimense è stata una grande inovazione, poichè è stata la prima gara in Italia, ma anche in Europa (ma penso anche nel mondo) a rivolgersi a studenti che frequentano gli Istituti superiori di I grado.
Esso era inizialmente suddiviso in tre sezioni Phaedrus, Plautus e Caesar.
La sezione Phaedrus è riservata agli alunni frequentanti le classi Prime degli Istituti Secondari di I Grado e la prova cui essi si sottopongono consiste in un dettato in lingua latina e la coniugazione dei modi indicativo e imperativo del verbo sum e di verbi appartenenti alle quattro coniugazioni attive.
La sezione Plautus è riservata agli alunni frequentanti le classi Seconde degli Istituti Secondari di Grado e la loro prova consiste nella traduzione dal latino di un brano contenente elementi della I e della II declinazione, aggettivi della prima classe e aggettivi possessivi, verbi appartenenti al verbo sum e alle quattro coniugazioni attive seguenti i modi indicativo e imperativo.
La sezione Caesar è riservata agli alunni frequentanti le classi Terze degli Istituti Secondari di I Grado e la prova consiste nella traduzione dal latino di un brano contenente elementi della I, della II e della III declinazione, aggettivi della prima e della seconda classe, aggettivi comparativi e superlativi, aggettivi possessivi, numerali e pronomi, verbi appartenenti al verbo sum e alle quattro coniugazioni attive seguenti i modi indicativo e imperativo.
Nel 2018, con la V edizione, decisi di allargare il Certamen Latinum Sanctanthimense anche agli alunni che frequentavano i primi due anni dei licei che prevedono lo studio del latino. Furono istituite così altre tre sezioni: Cicero, Vergilius.
La sezione Cicero è riservata agli alunni frequentanti le classi Prime degli Istituti Secondari di II Grado e la prova consiste nella traduzione di un brano dal latino contenente gli elementi delle cinque declinazioni, aggettivi della prima e della seconda classe, aggettivi comparativi e superlativi, aggettivi possessivi, numerali e pronomi, verbi appartenenti al verbo sum e alle quattro coniugazioni attive e passive, proposizioni con l’indicativo e la proposizione finale.
La sezione Vergilius è invece riservata agli alunni frequentanti le classi Seconde degli Istituti Secondari di II Grado. La prova consiste nella traduzione di un brano dal latino di un brano contenente le proposizioni complementari dirette e indirette che prevedono l’uso dell’indicativo e del congiuntivo, ablativo assoluto, cum narrativo, le perifrastiche, primi elementi di sintassi dei casi.
In occasione nella VII edizione, che si sarebbe dovuta svolgere nel maggio del 2020, ma che non si è potuta tenere a causa della pandemia del Coronavirus, è stata istituita una sesta ed ultima sezione: Anthimus. Essa è riservata agli alunni frequentanti le classi Terze degli Istituti Secondari di II Grado e la prova consiste nella traduzione di un brano dal latino attinente al territorio e alla storia santantimesi.
Lo scopo del Certamen Latinum Sanctanthimense è quello di ribadire la centralità della cultura classica e l’importanza dello studio della lingua latina nell’ambito dell’iter scolastico, di alimentare nei giovani la riflessione sull’attualità del pensiero latino e di evidenziare temi che hanno rappresentato e rappresentano momenti importanti nella formazione della coscienza del cittadino in una dimensione sia territoriale sia nazionale.
Sono assolutamente convinto, infatti, che tale iniziativa, valorizzando il patrimonio culturale della classicità quale fondamento comune della civiltà italiana e occidentale, nonché strumento di comunicazione, di aggregazione e di discussione tra studenti, docenti e società civile, contribuisca oggi a fornire gli strumenti culturali necessari alle nuove generazioni per affrontare consapevolmente il percorso della propria vita. Ha scritto, infatti, Antonio Gramsci: «Non si imparava il latino e il greco per parlarli, per fare i camerieri, gli interpreti, i corrispondenti commerciali. Si imparava per conoscere direttamente la civiltà dei due popoli, presupposto necessario della civiltà moderna, cioè per essere se stessi e conoscere se stessi.»