Regina Sacratissimi Rosarii
La Confraternita del SS. Rosario in Sant’Antimo – la prima sorta nella Diocesi di Aversa – offre uno spaccato di storia civile e religiosa di una cittadina, quale Sant’Antimo, tra il Cinquecento e i primi anni del Novecento. Essa ha rappresentato un punto di riferimento importante per la vita devozionale e la pietà dei cittadini, operando anche, quasi come una cerniera, tra il mondo ecclesiale e la vita civile. Ha saputo, inoltre, offrire un mezzo efficace per conciliare forze e interessi diversi, controllare conflitti, crisi e situazioni varie di necessità, che potevano nascere in un contesto sociale in ci molti si trovavano a vivere al limite della sopravvivenza e favorire, quindi, la costituzione di una “Repubblica d’huomini”.
Saggi
Lo schema iconografico dell’incoronazione della Vergine inizia a diffondersi in Europa
nel XII secolo e uno dei primi esempi è un dipinto di scuola catalana su legno
conservato a Vic in Catalogna. L’esempio più classico è, però, un bassorilievo, databile
al 1220, inserito nel timpano destro della facciata sud del Duomo di Strasburgo.
Nella Sacra Scrittura e nella Tradizione cristiana molte espressioni utilizzate dalla
liturgia per Maria, come ad esempio “gratia plena”, richiamano l’ambito sponsale. Nel
linguaggio giudaico trovare grazia agli occhi di qualcuno significa essere scelta come
sposa, e in particolare, come moglie del re; nell’Antico Testamento, infatti, lo sposo
adorna Israele con una splendida corona sul capo1
. La corona nella tradizione liturgica
ebraico-cristiano è un pregnante simbolo matrimoniale. Ancora oggi, nell’Oriente
cristiano, e da pochi anni anche nel cristianesimo latino, la corona è utilizzata nel rito
del matrimonio
Nessuno deve ritenersi servo di Dio, sino a quando non sia passato attraverso prove e tribolazioni
San Francesco d’Assisi
La vicenda umana e di fede di S.Antimo, sacerdote e martire, è rivisitata e ripresentata agli uomini del nostro tempo attraverso le edizioni del dramma sacro del 1838, 1929 e 1962, composte dai sacerdoti Giuseppe Campanile e Amodio Chiariello. Il messaggio salvifico in esse contenuto non è solo raccontato, ma riprodotto, con la sensibilità e i segni della loro epoca. S. Antimo, sulle orme di Cristo, ripercorre la strada della salvezza con totale donazione di sé al Padre. Le vicende raccontate certamente non sono significanti per se stesse, ma interrogate e confrontate con il Vangelo, lo divengono anche per l’umanità dell’inizio del terzo millennio.
Saggi
Saggi
Le emanazioni dottrinarie e liturgiche del Concilio di Trento diedero un grande impulso
al culto eucaristico extra missam1
. Una forma particolare di contemplazione e di
adorazione eucaristica furono le Quarantore2
, che determinarono in campo liturgico e
artistico la creazione e produzione di nuove suppellettili sacre.
La suppellettile sacra che trovò maggiore diffusione fu l’ostensorio, il quale, peraltro,
era già presente nei riti liturgici cristiani fin dal XIV secolo dopo le precisazioni
dottrinarie riguardanti il sacramento dell’Eucaristia dei secoli precedenti3
.
Il termine ostensorio, che indica il vaso sacro utilizzato per l’ostensione dell’Eucaristia,
lo ritroviamo solo a partire dal XVI secolo, quando si precisò il suo uso e si determinò la
sua tipologia. Esso derivò la sua forma dal reliquiario, mentre inizialmente per
l’ostensione eucaristica era utilizzata anche la pisside
Saggi
La Chiesa dello Spirito Santo, situata al centro di Sant’Antimo (NA), fu fondata il 7
aprile 15151
. Il 1 ottobre 1578 fu costituita in essa una Congregazione con Breve
Apostolico di papa Gregorio XIII2 e la chiesa fu amministrata da allora da cinque
Governatori (tre sacerdoti e due laici)3
.
Negli anni, grazie ai Governatori che la amministravano, ma anche con il contributo di
mecenati locali, tra i quali Giovanni Vincenzo Revertera4 e suo figlio Francesco5
, duchi
della Salandra e feudatari di Sant’Antimo, la Chiesa dello Spirito Santo divenne una
vera e propria galleria d’arte. Vi erano custoditi, infatti, ben 14 dipinti6
, varie sculture
lignee, e molti oggetti d’argento, opera di famosi artisti.
Nel ricordare le gesta trionfali del beato Antimo, fratelli carissimi, noi celebriamo in lui la vittoria di Cristo trionfante
San Pier Damiani
Il Sermo XIX e l’inno In festivitate S. Anthimi costituiscono una vera e propria gloria postuma di S.Antimo, martirizzato l’11 maggio del 305 al XXII miliario della via Salaria, che san Pier Damiani celebrò per la ricorrenza liturgica del dies natalis del martire.
Egli nelle due opere illustra la vita di Antimo m strandone l’intrepida testimonianza di fede, l’attività miracolistica; la funzione di valido patrono contro i mali fisici e spirituali; il ruolo di strenuo difensore del vangelo.
In questo volume, il curatore presenta la traduzione inedita dei due testi accompagnata da una ricca introduzione e corredata di note.